Il Loriculus vernalis ( art. pubblicato sul n. di Alcedo)

Il Loriculus vernalis o Loricolo primaverile appartiene ai pappagalli del genere Loriculus, genere che comprende 10 specie con le relative numerose sottospecie. La caratteristica che più colpisce nel suo comportamento è la particolare e inusuale posizione che assume sia quando dorme sia quando riposa. Infatti, al contrario della maggior parte degli uccelli, esso, come i pipistrelli, dorme appeso a testa in giù penzolando dai rami più alti degli alberi. Questa posizione gli permette, in caso di pericolo, di fuggire con estrema rapidità lasciandosi cadere nel vuoto per poi riprendere più agevolmente il volo.

E’ un pappagallo piccolo, il suo peso oscilla tra i 24 e i 40 grammi, la sua lunghezza è di circa 13 cm, il becco è proteso in avanti e la coda è corta e arrotondata.
Dalla letteratura specializzata il Loriculus vernalis è descritto come specie dimorfa, anche se, a onore del vero, non è né agevole né facile sessarlo a causa del poco evidente dimorfismo e della estrema variabilità della sua colorazione. Non è infrequente infatti il caso che un soggetto che sembra essere un bel maschio per l'intensità dei suoi colori, si riveli in realtà essere una femmina. Secondo alcuni studiosi, tra cui il Moreau, il Dilger e il Bertagnolio, il genere Loriculus sarebbe affine al genere Agapornis. A riprova di questa affinità essi evidenziano alcuni tipici compor- tamenti comuni alle due specie quali:

 a)  il trasportare al nido i pezzetti di foglie, di cortecce e fili d'erba, inserendoli tra le piume del groppone e del sopraccoda, e 

2. Descrizione

Il maschio del Loriculus vernalis è di colore verde –giallastro; ha una macchia blu sulla gola; il codione e le penne superiori della coda sono rosse; le ali sono verdi; la parte inferiore delle penne delle ali sono blu- verdastre; la coda è verde sopra e blu sotto; il becco è rosso con macchiette giallastre; le iridi sono bianco –gialle o marrone scuro; le zampe sono color carne.

La femmina ha un piumaggio più spento ed è priva della macchia blu sulla gola.
I giovani hanno la fronte di colore verde spento e le guance più scure; il codione è di color rosso mescolato al verde; il becco è più chiaro; le iridi sono marroni e le zampe brunastre.

Da alcuni autori i vernalis che hanno iridi scure sono identificati come una sottospecie separata di Loriculus v. phileticus (Tailandia del sud e Isole Mergui). Tale ipotesi, però, trova scarse giustifi- cazioni.

3. Diffusione, alimentazione e riproduzione nell’habitat naturale.

Questo pappagallo è abbastanza diffuso e comune nel suo aerale anche se non con la stessa intensità in tutte le località da esso abitate. E’ presente nell’'India sud-occidentale, nelle aree costiere del Bengali, nel Nepal orientale, nel Buthan, nel Bangladesh, nel Burma, in Tailandia, nel Kampuchea, nel Laos del sud, nel Vietnam del sud, nelle Isole Andamane e Mergui.

Non corre pericolo di estinzione.
Vive prevalentemente nelle foreste sempreverdi, nei boschetti di bambù, nelle foreste secondarie e nelle aree coltivate fino a 2000 m.di altitudine.
La sua alimentazione, in natura, sembra essere costituita da polpe zuccherine, da nettare e da polline, nonché da semi di Bambù, Teck e Casuarina.

La riproduzione in natura avviene nel periodo che va da febbraio ad aprile. Il maschio corteggia la femmina emettendo canti di corteggiamento e rigurgitandole del cibo ma senza toccare il becco della compagna. Si limita a emettere dalla bocca un filamento lattiginoso che la femmina raccoglie nel suo becco. Se il dono è gradito, la femmina si lascia coprire dal maschio e la copula dura diversi minuti.

Nidifica nelle cavità naturali degli alberi e il nido viene rivestito da foglie verdi che la sola femmina trasporta tra le penne del groppone.

4. Comportamento in natura:

Il Loriculus vernalis vive, al di fuori del periodo riproduttivo, prevalentemente a coppie o in piccoli gruppi familiari. Lo si può osservare riunito in grandi colonie nel periodo di fioritura degli alberi sui quali trova alimento. E’ un pappagallo vivace, ottimo arrampicatore che si muove tra le fronde con movimenti sicuri e veloci grazie al becco e rimane appeso a testa in giù per raggiungere meglio i fiori. Spesso l’intera colonia vola via dall’albero su cui è appollaiata emettendo grida e, dopo un piccolo volo, vi fa di nuovo ritorno. Grazie a un ottimo mimetismo esso non è facilmente individuabile. Uccello per nulla timido, si lascia facilmente avvicinare. Il suo volo è veloce e ondulatorio, i battiti delle ali sono rapidi e interrotti da brevi pause ad ali chiuse. Emette richiami acuti e penetranti ripetuti in rapida successione.

5. Avicoltura:

Il vernalis è un pappagallo tranquillo e di indole gradevole. Se alloggiato e nutrito in modo corretto si adatta facilmente alla vita captiva. Durante la quarantena, in caso di trattamento con antibiotici, può manifestare particolare sensibilità alle infezioni da funghi. E’ perciò necessaria, durante il periodo di acclimatazione, un’igiene accurata dei locali e delle gabbie. Per ottenere ciò è sufficiente spruzzare giornalmente la gabbia con acqua addizionata con chinosol (1 g. per litro). Una volta acclimatato, se tenuto in modo adeguato e corretto, difficilmente si rende necessario ripetere un tale trattamento. E’ possibile allevarlo nella stessa voliera con altri uccelli dello stesso genere. E’ opportuno fornirgli con una certa regolarità dei rami freschi di sambuco o di salice la cui corteccia viene sfilacciata e la linfa usata per lisciare le penne.

5.1. Alloggiamento

E’ preferibile alloggiarlo, durante il periodo invernale, in voliere interne di m. 2 x 1 x 2 oppure in gabbie molto spaziose, assicurandogli una temperatura minima di 15°C. Durante l’estate è possibile sistemarlo all’esterno. Agli uccelli di recente importazione dovrebbe comunque essere garantita inizialmente una temperatura minima di almeno 22°C, abbassandola gradualmente nei giorni successivi fino a portala a una temperatura ottimale di 15°C.

5.2. Dieta

Il Loriculus vernalis si nutre di frutti maturi (fichi, pere, mele, banane), di verdura (carote, spinaci, insalata verde), di nettare per loricoli e di un misto di semi costituito da miglio, misto canarini, niger, avena sbucciata (anche germogliata), miglio. Durante l’allevamento dei piccoli, alla dieta quotidiana si possono aggiungere biscotti ammorbiditi, mangimi all’uovo e larve.

6. Esperienze d’allevamento

Sono entrato in possesso per la prima volta di una coppia di Vernalis nel 1984 e per diversi anni da allora ne ho sempre posseduti alcuni esemplari nel mio allevamento. Ho trovato notevoli difficoltà

a volte nel riuscire a formare le coppie, proprio per l’estrema variabilità dei segni distintivi di cui parlavo sopra.

6.1 – Alloggiamento

In un primo tempo ho alloggiato i Loriculus vernalis in una ampia gabbia (cm.120 x 0.40 x 0,40) senza ottenere alcun risultato apprezzabile se non qualche sporadica deposizione, ma senza cova. Appena avutane la possibilità, li ho sistemati in una voliera di m. 3 x 2 x 1,5 posta all’interno di una veranda. Nella stessa voliera sono stati alloggiati una coppia di Loriculus galgulus, alcune coppie di esotici (diamanti di Kitlitz, diamanti di Gould, diamanti guttati e diamanti pappagallo e una coppia di Usignoli del Giappone) senza peraltro notare alcun segno di disturbo reciproco se non qualche sporadico inseguimento, da parte del maschio di Loriculus galgulus in amore, di un diamante pappagallo, che, con il suo rosso del sottogola, probabilmente gli suggeriva l'idea che potesse trattarsi di un suo possibile rivale.

6.2 Alimentazione dei vernalis in cattività

Nei primi anni ho alimentato i vernalis con biscotti savoiardi imbevuti in uno sciroppo preparato facendo sciogliere in un bicchiere d’acqua un cucchiaino di miele e uno di "Florigroz 5 cereali". Solo di tanto in tanto vi aggiungevo un preparato polivitaminico. Successivamente ho iniziato a usare il Necton Lori, alimento più completo e più facile da somministrare. Essendo facilmente deperibile tale alimento deve essere sostituito ogni giorno e nei mesi estivi anche due volte al giorno.

Oltre questo alimento base, quotidianamente somministravo loro frutta di stagione ( in particolare mela e pera, e, quando disponibili, fichi, anguria e uva), verdure, specialmente il cicorione, e carote. Per quanto riguarda i semi (girasole, canapa, mais, avena, scagliola e miglio) essi li assumono più volentieri se preventivamente ammollati. Caratteristico è il loro prendere nella zampa il cibo per poi sbocconcellarlo più comodamente sia stando su un posatoio sia stando nella loro classica posizione sospesa. A completamento di una sì varia alimentazione offrivo loro ogni giorno quattro-cinque tarme della farina.

Naturalmente tutte le dosi erano aumentate in presenza di piccoli.

6.3. Riproduzione in cattività

Per la nidificazione ho messo a loro disposizione un nido orizzontale a doppia camera dalle seguenti dimensioni: cm. 23 (l.) x 14 (h.) x 12 (p.). Nel fondo del nido ho praticato alcuni forellini e vi ho messo uno strato di 3 cm. di sabbia per gatti e sopra questo ho messo altri 3 cm. di torba e infine un po’ di erba molto fine e abbastanza secca. Altro materiale poi è stato continuamente portato al nido dalla femmina nel classico modo sopra descritto prelevandolo soprattutto dalle foglie di cicorione che venivano prima finemente tagliate.

Il praticare i forellini sotto il nido voleva essere un accorgimento utile ad evitare che le deiezioni liquide di questi pappagalli potessero ristagnare creando eccessiva umidità. Ma con mia sorpresa il nido è stato comunque mantenuto, per quasi tutto il periodo dell'allevamento dei piccoli, in ottime condizioni e senza il temuto eccesso di deiezioni.

La prima deposizione in voliera è avvenuta dal 25 al 31 Gennaio 1987 e sono state deposte 4 uova, tre delle quali risultarono feconde ma solo una di esse si schiuse il 16 febbraio. Il pullus purtroppo morì il 18 marzo, il giorno in cui la femmina riprese a deporre nuovamente. Questa volta furono deposte 5 uova, tutte feconde e tutte si schiusero tra il 13-16 aprile. I pullus sono stati ben alimentati fin quasi all'abbandono del nido, poi, in pochi giorni e senza alcun evidente segno patologico, quattro di essi morirono. Un solo piccolo è stato felicemente svezzato ed ha abbandonato il nido il 15 maggio, pur continuando a farvi ritorno mentre la madre era intenta a

covare le altre cinque uova che dal 9 al 17 maggio aveva nel frattempo deposte. Anche queste uova risultarono tutte feconde e tutte schiusero tra il 6 e il 9 di giugno. E purtroppo anche questa volta due dei cinque piccoli morirono dopo la loro uscita dal nido il 28 e il 29 giugno, mentre gli altri tre abbandonarono il nido rispettivamente il 3, il 6 e il 9 luglio e sono vissuti per lungo tempo. Confesso che non sono riuscito a capire la ragione della morte di quei piccoli anche se si possono ragionevolmente escludere come possibili cause del loro decesso sia l'alimentazione che il di- sturbo da parte degli altri uccelli alloggiati nella voliera, come pure la poca cura dei genitori che si sono sempre dimostrati premurosi e solerti.

Anche il maschio, infatti, ha partecipato attivamente all'allevamento della prole. Nel periodo della cova e subito dopo la schiusa delle uova, ha alimentato con assiduità la femmina chiamandola all'imbocco del nido e rigurgitandole il cibo. La stessa cosa ha fatto con i piccoli appena questi sono stati in grado di spostarsi dalla camera di incubazione per accorrere all’imbocco del nido richiamati dal padre che li alimentava con assiduità. Una volta involati, egli ha continuato ad alimentarli con solerzia rivelandosi padre premuroso.

6.4 – Osservazioni comportamentali

Nei giovani vernalis, pressappoco dopo i primi 10 giorni di vita, ho potuto riscontrare il classico verso di allarme tipico anche dei piccoli di forpus o di canus quando viene aperto il nido e si sentono minacciati. Forse anche questo comportamento avvicina questi piccoli psittacidi almeno all'Agapornis canus che, insieme al pullarius e al tarantus, viene considerato dagli autori sopra citati come uno degli Agapornis meno evoluti dal punto di vista comportamentale e sociale.

Tra i Loriculus galgulus e i vernalis, poi, non ho notato nessuna particolare forma di aggressività e ho avuto più volte l'opportunità di osservare la femmina di Loriculus galgulus entrare spesso nel nido dei piccoli vernalis, senza esserne scacciata, quando la madre di questi ne usciva per nutrirsi. Presumo pertanto che forse la aiutasse ad imbeccare i piccoli, visto che questi non presentavano alcun segno di aggressione dopo queste intrusioni.

Nonostante le perdite subite, l'esperienza fatta è stata senz'altro positiva e questi piccoli pappagalli meriterebbero indubbiamente una maggiore attenzione da parte degli allevatori, il cui compito principale, a mio avviso, è soprattutto quello di promuovere, con le loro esperienze positive e negative, una maggiore conoscenza di queste meraviglie della natura.

BIBLIOGRAFIA:

1) P. Bertagnolio: I pappagalli del genere Loriculus, in Bollettino del Centro per lo studio e la conservazione degli Psittaciformi,1984

2) J.M.Forshaw, Parrots of the world, 2 ed.Melbourne 1978
3) R.Low, Parrots,1984
4) R. Massa e V. Venuto: Pappagalli del mondo, ed Mondatori,1997