Il Loriculus galgulus o parrocchetto dalla corona blu (1990)

1. Presentazione

 

Lungo 12 cm, il Loriculus galgulus è senz’altro uno dei più bei pappagalli del suo genere e, insieme al Loriculus vernalis, è quello che più facilmente e più frequentemente viene importato anche se sempre in numero alquanto limitato.

 

2. Descrizione

Il Loriculus galgulus presenta un piumaggio generalmente verde; petto addome e sotto-coda verde giallastro; macchia blu scuro sulla corona; macchia rossa sulla gola; fondo schiena e parte alta della coda rossa; schiena con sfumature giallo-dorate; banda gialla sulla parte bassa della schiena; fascia dorsale e sotto ala blu verdastro; sopra coda verde, sotto coda blu verdastro; becco nero; iride marrone scuro; zampe color carne scuro.

La femmina si presenta con un piumaggio generalmente più sbiadito. Il petto, l’addome e le copritrici sotto coda sono più gialle mentre sono più smorzate la macchia blu sulla corona e la sfumatura giallo oro sulla schiena. Inoltre essa è priva sia della macchia rossa sulla gola sia della striscia gialla nella parte bassa della schiena..

I giovani sono simili alle femmine, ma hanno le penne con uno stretto bordo scuro: La fronte è grigia con sfumature blu e la corona è priva della chiazza blu. La parte bassa della schiena è screziata di verde, il becco è di corno chiaro e le zampe sono scure.

 

3. Diffusione, comportamento, alimentazione e riproduzione nell’ habitat naturale


Il Loriculs galgulus è diffuso su un vasto territorio della penisola malese. Lo troviamo infatti in Indonesia, in Tailandia, a sud di Kra, a Singapore, nelle Isole Anamba e Riau, nel Borneo, in alcune isole al largo di Sumatra e nelle isole di Bangka, di Belitung, di Nias, di Siberut, di Sipora e di Enggano

Abbastanza comune nel suo aerale, è un pappagallo che fin’ora non corre alcun pericolo di estinzione.

Vive abitualmente nelle foreste di mangrovie, ed eccezionalmente anche nelle aree boscose. E’ possibile trovarlo anche in località poste a 1.300 m. s.l.m. Si trova meno frequentemente nelle zone paludose, tra l’alta vegetazione e nei boschetti di bambù. E’ stata riscontrata la sua presenza anche nelle piantagioni di cocco, nei frutteti e nei giardini.

Al di fuori del periodo di allevamento, il Loriculus galgulus vive prevalentemente in modo solitario o in coppia e solo raramente forma piccoli gruppi. Grazie al suo piumaggio riesce a ben mimetizzarsi tra le foglie e durante il giorno lo si può trovare solo, ma occasionalmente anche in gruppi più numerosi, sugli alberi fioriti o con frutti e sui cespugli. In alcune regioni, verso sera, a volte lo si può osservare tra i cespugli in gruppi che raggiungono anche le 150 unità. E’ un ottimo arrampicatore che si muove tra le fronde con movimenti sicuri e veloci grazie al becco, utilizzato come uncino, e alla coda, che viene usata come un appoggio rigido sul ramo. E’ un pappagallo vivace, ottimo arrampicatore che si muove tra le fronde con movimenti sicuri e veloci grazie al becco e rimane appeso a testa in giù per raggiungere meglio i fiori.

Si nutre di nettare, frutta, semi, fiori, insetti e larve. Mentre mangia strofina in continuazione il becco sulle foglie per tenerlo ben pulito.
La stagione riproduttiva, nel suo habitat, va da gennaio a luglio. Non si sa praticamente nulla sul suo comportamento riproduttivo in natura e le uniche informazioni provengono dagli avicoltori. La femmina depone 3/5 uova che cova per 21 giorni. I giovani si involano a 5 settimane dalla schiusa

 

5. Avicoltura 


5.1 – Alloggiamento

Vale per il Loriculus galgulus quanto abbiamo scritto a proposito del vernalis e cioè che è senza dubbio preferibile alloggiarlo, durante il periodo invernale, in voliere interne di m. 2 x 1 x 2 oppure in gabbie molto spaziose, assicurandogli una temperatura minima di 15°C e che durante l’estate è possibile sistemarlo all’esterno. Anche ai galgulus di recente importazione dovrebbe essere garantita, inizialmente, una temperatura minima di almeno 22°C, avendo l’accortezza di abbassarla gradualmente nei giorni successivi fino a portala a una temperatura ottimale di 15°C.


5.2 – Alimentazione

Come il Loriculus vernalis, anche il galgulus si nutre di frutti maturi (fichi, pere, mele, banane), di verdura (carote, spinaci, insalata verde), di nettare per loricoli e di un misto di semi costituito da miglio, misto canarini, niger, avena sbucciata (anche germogliata), miglio. Durante l’allevamento dei piccoli, alla dieta quotidiana si possono aggiungere biscotti ammorbiditi, mangimi all’uovo e larve di tarme della farina.


5.3 – Riproduzione

La riproduzione del galgulus non presenta particolari problemi o difficoltà, se correttamente alloggiato e alimentato. Paradossalmente la maggiore difficoltà, a dispetto dell’evidente dimorfismo sessuale, sta proprio nell’individuare una coppia certa quando si ha a che fare con soggetti giovani o di recente importazione. Infatti i chiari segni di dimorfismo sessuale non compaiono subito o a pochi mesi dalla nascita ma dopo circa un 18 mesi dalla nascita. E’ perciò facile, quando non si conosca l’età del soggetto, ingannarsi e scambiare un maschio immaturo per una femmina. Occorrerebbe pertanto acquistare, inizialmente, uno o due soggetti sicuramente maschi e più soggetti che non presentino segni particolari in modo da avere maggiore probabilità che tra questi ultimi ci sia una o più femmine.

Interessante è osservare il corteggiamento che il maschio mette in atto nei confronti della femmina. Tale corteggiamento richiama molto quello dell’Agapornis pullarius. Il maschio allarga la coda mostrando il rosso del codrione, gonfia il petto mostrando la macchia rossa della gola ed emette un caratteristico verso. Offre ripetutamente alla femmina il cibo allo stesso modo di come fa il vernalis. La femmina depone tre-cinque uova che cova per 21 giorni. Il maschio non partecipa alla cova ma è attento e premuroso verso la sua compagna alla quale porta spesso il cibo chiamandola dal foro di entrata. Difficilmente, sia durante la cova che quando sono nati i piccoli, entra nel nido. Lo fa solo quando questi sono ormai grandicelli e allora collabora direttamente e premurosamente alla loro alimentazione.

Alla nascita i pullus sono ricoperti da un piumino scuro e soffice e hanno la pelle color carnicino. I giovani lasciano il nido all’età di 35 giorni e continuano ad essere alimentati dai genitori per altri 15 giorni circa. La loro livrea è simile a quella della femmina ma con colori leggermente più sbiaditi.


5.4 - Notizie storiche

Il Loriculs galgulus fu presentato per la prima volta allo zoo di Londra nel 1869. Un primo tentativo di riproduzione avvenne, nel 1907, a Berlino preso la Sig.ra Prowè ma i piccoli morirono dopo tre giorni. Il primo successo riproduttivo documentato fu ottenuto dal danese Nørgaard-Olesen di Janderup che, nel 1968, riuscì ad ottenere 2 giovani, uno dei quali fu portato alla piena indipendenza dal solo padre in quanto la femmina era deceduta dopo poche settimane dalla nascita dei piccoli.

In Italia il galgulus è stato riprodotto tra gli altri dalla Sig.na Carla Canensi nel 1984 e dal Sig. Bolsonella Augusto sempre negli anni 80.

5.5 – Ibridazioni

Il Loriculus galgulus è stato ibridato varie volte con il vernalis. La prole ottenuta presenta, a muta completata, il piumaggio di un colore verde più scuro di quello del vernalis e il codrione è di color giallo e rosso tipico del galgulus.


6. Esperienze d’allevamento


6.1 – Alloggiamento

Sono entrato in possesso per la prima volta di una coppia di Loriculus galgulus nel 1982 e per diversi anni ne ho posseduti alcuni esemplari nel mio allevamento .A volte, a causa di quanto dicevo sopra, ho incontrato non poche difficoltà a formare le coppie e ciò ha intralciato fortemente le mie esperienze riproduttive.

In un primo tempo ho alloggiato i Loriculus galgulus in una ampia gabbia (cm.120 x 0.40 x 0,40) senza ottenere alcun risultato apprezzabile ma, appena avutane la possibilità, li ho sistemati in una voliera di m. 3 x 2 x 1,5 posta all’interno di una veranda. Nella stessa voliera sono stati alloggiati una coppia di Loriculus vernalis, alcune coppie di esotici (diamanti di Kitlitz, diamanti di Gould, diamanti guttati e diamanti pappagallo e una coppia di Usignoli del Giappone). Non ho mai notato alcun segno di disturbo reciproco tra i vari occupanti la voliera se non qualche sporadico inseguimento messo in atto dal maschio di Loriculus galgulus ai danni di un diamante pappagallo, probabilmente scambiato per un possibile rivale a causa della bella macchia rossa presente nel sottogola.


6.2 – Alimentazione

Ho alimentato i galgulus con biscotti savoiardi imbevuti in uno sciroppo preparato facendo sciogliere in un bicchiere d’acqua un cucchiaino di miele e uno di "Florigroz 5 cereali" o con il Necton Lori.
Oltre questo alimento base somministravo loro frutta di stagione ( in particolare mela e pera, e, quando disponibili, fichi, anguria e uva), verdure, specialmente la cicoria, e carote. Per quanto riguarda i semi (girasole, canapa, mais, avena, scagliola e miglio) ho potuto costatare che essi li assumono più volentieri se preventivamente ammollati. Come i vernalis anche essi usano prendere il cibo con la zampa per poi sbocconcellarlo più comodamente sia stando su un posatoio sia stando nella loro classica posizione appesa a un ramo o al soffitto della voliera. Ad integrazione della suddetta alimentazione davo ogni giorno quattro-cinque tarme della farina.


6.3 - Riproduzione

Per la nidificazione ho messo a loro disposizione un nido orizzontale a doppia camera simile a quello utilizzato per i vernalis e delle seguenti dimensioni: cm. 23 (l.) x 14 (h.) x 12 (p.). Nel fondo del nido ho praticato alcuni forellini e vi ho messo uno strato di 3 cm. di sabbia per gatti e sopra questo ho messo altri 3 cm. di torba e infine un po’ di erba molto fine e abbastanza secca. Anche la femmina ha portato spesso del materiale infilandolo nel proprio groppone dopo averlo finemente ridotto a piccole strisce.

Il 7 marzo del 1989 la femmina ha deposto il 1° uovo e due giorni dopo il secondo. Purtroppo, per un banale incidente, essa il 10 marzo è morta e non mi è stato possibile sostituirla con un’altra femmina sicura. Le due uova deposte, messe in cova sotto una roseicollis, si sono purtroppo rivelate infeconde. Peccato! Perché sarebbe stato interessante vedere se questa avrebbe o no allevato, ed eventualmente come e per quanto tempo, i giovani loriculus.

Il mio temporaneo trasferimento ad altra città mi ha impedito, in seguito, di riprendere la mia esperienza con l’allevamento dei Loriculus.


6.4 - Osservazioni comportamentali
 Rimando a questo proposito all’articolo dedicato al Loriculus vernalis.


7.0 – Conclusione

Confesso di avere, nuovamente, voglia di entrare in possesso e di tentare la riproduzione di questo magnifico pappagallo. Mi spingono a un tale passo la sua bellezza cromatica, il suo carattere vivace, i suoi occhi espressivi ma mi trattiene dal farlo le mutate condizioni di abitazione che al momento mi impediscono di avere un uccello così impegnativo dal punto di vista dell’igiene in quanto, a causa delle sue deiezioni liquide, è più adatto a vivere in una voliera esterna che in una gabbia. Vorrei però che quanto costituisce per me obiettiva difficoltà non scoraggiasse altri eventuali possibili allevatori, anzi vorrei che queste note servissero a incoraggiare l’allevamento di questi meravigliosi e splendidi pappagalli. Solo allevandoli con regolarità si potrà evitare che in un prossimo futuro anche per essi, a causa di una indiscriminata importazione, scatti l’allarme rosso di una possibile loro estinzione.