Il Forpus Xantos (Salvin, 1985)

1. Presentazione

Conosciuto in Gran Bretagna come Yellow-faced parrotlet e in Italia come: Parrocchetto dalla faccia gialla, il Forpus xanthops, con i suoi 15 cm di lunghezza, è senza dubbio il rappresentante più grande del genere Forpus.


2. Descrizione:

Esso si contraddistingue per il colore del piumaggio prevalentemente verde mentre la fronte, la corona, le guance, la copertura delle orecchie e la gola sono gialle. La parte posteriore della testa e la nuca sono blu violetto così pure la striscia che si estende dietro l’occhio. Il petto e l’addome sono giallo verdastro pallido. La parte inferiore della schiena, il codrione, il sottoala e le piume delle spalle sono blu cobalto. Le penne primarie e secondarie così come le più grandi penne delle ali sono blu viola. La parte inferiore delle timoniere sono di color verde tendente al blu. Il becco è color corneo con macchia grigia alla base della mandibola superiore. Infine l‘occhio è circondato da un sottile anello peri-oftalmico grigio pallido, l’iride è marrone scuro e le zampe sono color carnicine scure.

La femmina, molto simile al maschio, si distingue da questo per il colore turchese delle remiganti e del groppone e, inoltre, per il grigio soffuso di blu chiaro del sottoala.

I giovani hanno una livrea simile a quella degli adulti ma più sbiadita. Il becco, biancastro, è privo della macchia grigia che caratterizza quello degli adulti. Tale macchia fa la sua comparsa tra i due e i quattro mesi d’età.

3. Diffusione, distribuzione, status e abitudini nell’abitat naturale 

 

II Forpus xanthops occupa una piccolissima zona lungo la valle del fiume Marañòn nello Stato di Libertad nel Nord Ovest del Perù.

 

 

Abita la savana a vegetazione prevalentemente spinosa, l’aperta campagna e le foreste decidue in zone nord tropicali secche e si spinge verso zone alte fino a 1720 metri.

E’ piuttosto comune nel suo habitat, anche se negli ultimi anni la sua popolazione sta declinando. Le sue abitudini comportamentali in natura sono pressoché sconosciute.

 

4. Avicoltura:

I Forpus xanthops sono parrocchetti piuttosto tranquilli, riescono a mostrare pienamente tutta la loro vitalità se alloggiati in voliere spaziose. Se alloggiati, invece, in gabbie piccole tendono all’obesità. Durante il periodo di acclimatazione si mostrano timidi e solo molto lentamente diventano fiduciosi nei confronti dell’allevatore. Sensibili al freddo e alle malattie infettive, dovrebbero inizialmente essere alloggiato in ambienti la cui temperatura non scenda mai al di sotto dei 20° C. Gli uccelli importati da poco sono estremamente suscettibili e molti di essi muoiono improvvisamente senza cause apparenti, forse per troppa sensibilità allo stress. E’ opportuno, perciò, almeno nella prima fase di cattività, posizionare nelle voliere esterne delle frasche per dar loro l’opportunità di nascondersi. Durante il periodo di acclimatazione la temperatura ambiente non dovrebbe scendere mai al di sotto dei 20° C e spesso devono essere spruzzati con piccoli getti d’acqua. Inoltre vanno messi a loro disposizione, in posizione eretta e specialmente nel periodo invernale, rami freschi di salice.  

Piccoli nati nell'allevamento del dott. Gianfrancesco Vitali
Piccoli nati nell'allevamento del dott. Gianfrancesco Vitali

4.1 - Alloggiamento: L’ideale per alloggiarli è una voliera di m. 3 x 1 x 2, qualora invece si usa la gabbia, questa dovrebbe avere almeno le seguenti dimensioni: cm.120 x 30 x 50. Gli uccelli nati e allevati in cattività possono essere messi in voliere esterne solo durante i mesi estivi e la temperatura minima dovrebbe essere di 16 °C.


4.2 - Dieta: vanno loro somministrati semi di frumento, semi per canarini, vari tipi di miglio, semi di avena, girasole, miglio bagnato, diverse varietà di frutta (mela, pera ecc..) e di verdure, carote,   semi di piante infestanti, pannocchie di granoturco immaturo. Inoltre volentieri si nutrono di bacche di rosa, di sorbo selvatico, di dente di leone, di insetti e di cibo per insettivori. Somministrare spesso vitamina C. Infine si raccomanda che cibo sia messo a disposizione in grande quantità.


4.3 - Allevamento: la riproduzione in cattività, pur non essendo impossibile, non è certamente facile e migliori risultati si raggiungono, in genere, in una grande voliera anche se è possibile riprodurlo in gabbie spaziose. E’ opportuno mettere a loro disposizione nidi di ondulati durante tutto l’anno poiché alcune coppie tendono a riprodursi in inverno anche se normalmente la riproduzione comincia in Aprile-Maggio. Le condizioni di riproduzione sono segnalate dall’aumento delle sfumature nerastre presenti sul becco. Depongono da 4 a 6 uova e l’incubazione dura mediamente 21 giorni. Non tutte le uova si schiudono e per impiumare i piccoli impiegano dalle 4 alle 5 settimane. Dopo aver lasciato il nido i giovani continuano ad essere nutriti dai genitori per due o tre settimane e arrivano alla maturazione sessuale verso i 12 mesi anche se normalmente non si riproducono prima dei due anni di età. Qualora i genitori diano segni di voler iniziare una nuova covata è necessario allontanare i giovani che potrebbero altrimenti diventare oggetto di beccate da parte dei genitori.

5. Esperienze di allevamento

Si è detto che l’allevamento in cattività di questa specie di Forpus, pur non impossibile, è alquanto   difficile per cui gli esiti positivi di riproduzione non sono molto frequenti. Sono stati importati in Italia per la prima volta da P. Bertagnolio che nel 1956 ne ottenne anche la prima riproduzione in cattività. Successivamente, nel 1983, furono di nuovo importati, in numero limitato, sempre dallo stesso Bertagnolio. Acquistati da vari allevatori, l’anno successivo furono riprodotti da alcuni di questi, come il Sig. Augusto Bolsonella di Caserta e Paparoni Gualfardo.

 

5.1 – Alloggiamento e alimentazione.

 

Alloggiati in gabbie da 120 x 40 x 40 cm, per il loro mantenimento ho somministrato i semi soliti (miglio, scagliola, panico, avena, canapa, niger e girasole) nelle proporzioni più opportune nei vari periodi dell’anno. Inoltre ho fornito loro quotidianamente della verdura (specialmente cicoria e cicorione), alla quale ho dovuto lentamente abituarli perché tendenzialmente non ne sono molto ghiotti. Inoltre ho dato loro frutta ( mela, pera ecc..) e legumi freschi come fagiolini che gradiscono in modo particolare.

 

5.3 – Riproduzione in cattività

 

Per favorire la loro deposizione inizialmente ho messo a loro disposizione un nido tipo quello utilizzato per gli ondulati ma un po’ più grande e un po’ più robusto. Successivamente ho preferito cambiarlo con un nido a doppia camera perché, a mio avviso, garantisce, alla femmina in cova, una migliore protezione e riservatezza. Nel nido non ho posto alcun materiale, perché, proprio come gli ondulati, i Forpus xanthops non portano nulla al nido. Ho creato tuttavia un incavo alquanto largo sul fondo per far sì che le uova fossero tenute raccolte e non andassero rotolando sul fondo.

Nel periodo riproduttivo ho avuto modo di fare le seguenti osservazioni. Innanzitutto nella fase che precede la riproduzione le macchie nere presenti sulla mandibola superiore si ingrandiscono e durante il corteggiamento il maschio emette un verso caratteristico, allarga la coda e piega il capo verso il basso nella direzione della compagna quasi a volerle beccare le zampe.

L’accoppiamento è preceduto dall’offerta di cibo alla femmina. Durante la copula il maschio, come molte specie di pappagalli sud-americani, tiene una zampa sul posatoio (fig. 2). Subito dopo l’accoppiamento, che dura mediamente cinque minuti, i soggetti non mancano di scambiarsi poderose beccate che però non lasciano alcun segno particolare.

La deposizione avviene generalmente dopo 6-7 giorni dall’accoppiamento e le uova misurano mediamente mm. 17,3 x 13,4. Durante la cova, che dura 21 giorni, il maschio rimane quasi sempre all’esterno del nido e provvede ad alimentare la femmina dal foro d’ingresso.

Le femmine del genere Forpus sono particolarmente attaccate al nido e soprattutto ai piccoli. Accade infatti che quando si apre lo sportellino del nido per ispezionarlo le femmine allarghino le ali emettendo un suono quasi di «battaglia » e si scaglino violentemente contro l’intruso (spesso, così facendo possono, se presenti, rompere le uova deposte). E’ raccomandabile pertanto una certa prudenza nel fare eventuali ispezioni al nido.

  I piccoli crescono rapidamente e perciò vanno anellati intorno al 6°-7° giorno di vita. Nella prima quindicina di giorni essi sono imbeccati dalla sola femmina alla quale il maschio premurosamente e assiduamente porta il cibo. Quando i piccoli sono più grandi anche il maschio provvede con solerzia alla loro alimentazione.

Il F. xanthops, come tutti i pappagalli, alimentano i piccoli rigurgitando il cibo precedentemente assunto e predigerito. Per favorire tale rigurgito esso, come tutti gli appartenenti al genere Forpus, scuote la testa con un movimento orizzontale da destra verso sinistra. Tale movimento è nettamente diverso da quello usato dagli Agapornis che invece muovono la testa in verticale, dal basso verso l’alto, con un movimento cioè a stantuffo.

Nell’allevamento delle genere Forpus l’inconveniente che si verifica con relativa frequenza – ma esso è comune a tutti gli uccelli che non usano «imbottire» il nido – è quello di avere spesso dei pullus con zampe fortemente divaricate a causa, non di eventuale rachitismo, come spesso si legge, ma dello schiacciamento causato dal peso della madre sui piccoli. I soggetti che manifestano questo inconveniente sono quasi sempre gli ultimi nati, quelli cioè che, stando più in basso, devono sopportare tutto il «peso della famiglia». Per ovviare a questo inconveniente basterà lasciare un uovo non schiuso o finto nel nido in modo che la sua presenza impedisca che tutta la pressione esercitata dal peso dei fratelli più grandi e della madre ricada sui più piccoli della nidiata. Se dovesse, comunque, accadere di avere un pullus con zampe divaricate, non lo si sopprima: esso è facilmente recuperabile alla normalità se si ha l’accortezza di tenergli legate, per una settimana o più, le zampe a piccola distanza l’una dall’altra..


5.4 - Ibridazioni

Come descritto da L Socci sul. n. 10 di Italia Ornitologica del 1983, il Forpus xanthops è stato ibridato, in Italia, dall’ing. Raffaele Albani, nel 1982, con il Forpus coelestis. I soggetti nati erano, per quanto riguarda la colorazione, simili al maschio coelestis ma avevano un becco più massiccio e una taglia intermedia tra quella delle due specie.