Agapornis taranta

1. Descrizione:


MASCHIO: Fronte rossa. Nuca, dorso, collo ed ali color verde erba brillante uniforme. Petto, ventre e fianchi verde chiaro.  Remi-ganti primarie nere con leggero bordo verde al ves-sillo. Remiganti secondarie e copritrici primarie nere, spallina verde giallastro, sotto ala nero. Timoniere centrali (n.2) verdi con apice nero. Timo-niere laterali (n.10) giallo verde con fascia nera a tre quarti della lunghezza. Codrione verde. Becco: mandibola superiore rosso corallo, inferiore più chiara. Cera bianco rossastra. Occhio bruno scuro con pupilla nera contornato da sottile anello composto di piumette rosse. Zampe e dita grigio verdastre. Unghie nere.

FEMMINA: Fronte verde. Sotto ala verde. Occhio anello composto di piumette verde giallastre.

 

2. Il tarantus nel suo habitat:

Vive nelle foreste degli altipiani dell’Etiopia centrale tra i 1.300 e i 3.200 metri e scende a quote inferiori alla ricerca del suo cibo preferito: i fichi. Il suo habitat è rappresentato dalle foreste di Ginepro e di Podocarpo, ma viene avvistato anche nelle foreste di Acacia e d Euforbia. Il naturalista Brown riporta che si sposta in piccoli gruppi di meno di 20 individui.

Si nutre di semi, bacche e frutta: e ghiotto dei frutti del Sicomoro (Ficus sycamorus) e delle bacche di Ginepro. Molte osservazioni suggeriscono che la specie abbia una stagione riproduttiva prolungata. Il nido è allestito dalla femmina con materiale vegetale vario, che trasporta tra le penne nella cavità di un tronco. Vengono deposte 3/4 uova a distanza di due giorni l’una dall’altra e la cova inizia con la deposizione del primo o del secondo uovo.

 

3. Avicoltura:

 Le mie prime esperienze di allevamento dei taranta, risalenti agli anni ottanta, non sono state esenti da amare delusioni dovute alla morte improvvisa e inaspettata di molti piccoli quando avevano già raggiunto i tre/quattro mesi di vita. Anche oggi molti allevatori incontrano difficoltà ad allevare questi inseparabili. Spesso, a loro dire, i genitori smettono di alimentare i piccoli alla prima muta.

Nel corso degli anni la situazione è andata migliorando. Devo dire che da vari anni un simile problema a me non si è pià presentato. Sicuramante ha contribuito alla sua soluzione 

la somministrazione di una alimentazione più equilibrata e più ricca  soprattutto di vitamina B ottenuta somministrando frequentemente bacche di ginepro, sali minerali,  lievito di birra, fichi secchi, camole della farina, rametti di salice ecc..  

 

 

 

 

In un anno una coppia di taranta porta a termine solo un paio di covate e non sempre tutte le uova schiudono. I tempi di incubazione sono di circa 24 giorni e i piccoli lasciano il nido a circa 45 giorni.