Agapornis lilianae


 

1. Descrizione:

Lunghezza: cm. 13.5

Fronte, guance e gola rosso arancio degradante in rosa salmone sull’alto del petto e nelle zone di confine con il verde. Nuca verde giallastro scuro, dorso ed ali verde carico uniforme. Petto, ventre e fianchi verde chiaro. Remiganti nerastre con vessillo verde. Timoniere centrali (n.2) verdi. Timoniere laterali (n.10) verdi con zona rossa centrale e fascia nera a tre quarti della lunghezza. Codrione: verde chiaro. Becco rosso corallo con base biancastra rosata. Cera bianca. Occhio bruno chiaro con pupilla bruno scuro. Largo anello perioculare di pelle nuda intorno all’occhio. Zampe e dita grigio. Unghie color corneo.

Nessun segno di dimorfismo sessuale tra i due sessi.

 

2. Il Lilianae nel suo habitat:


L'Agapornis lilianae abita le regioni orientali dello Zambia, quelle meridionali e centrali del Malawi e quelle del Mozambico. In particolare il suo habitat é situato lungo il fiume Zambesi e il suo affluente, il Laungwa, e nelle regioni costiere del lago Nyassa. Vive tra i 600 e  i 1000m s.l.m. nelle valli alberate di acacie e di  Colophospermum molane, ma anche nelle foreste degli altipiani, nelle savane e nelle distese alberate.

Vive in gruppi di 20 - 100 soggetti e passa la maggior parte del tempo a terra  alla ricerca del cibo che é costituito prevalentemente di bacche, di frutta e di piccoli semi (miglio e panico).

L’Agapornis lilianae si trova ormai solo in alcune località e la sua popolazione negli ultimi anni è in notevole declino a causa del forsennato prelevamento fatto per fini commerciali. E’ probabile che attualmente la  popolazione totale di questi uccelli conti meno di 50.000 unità.

Poco sappiamo sulle abitudini riproduttive del lilianae. Pare comunque che  la nidificazione in libertà   inizi intorno al mese di gennaio e si protragga fino al mese di luglio. Secondo il Bertagnoglio, dalle poche osservazioni effettuate in natura, si é potuto constatare che le uova vengono deposte in buchi scavati negli incavi dei rami, negli alberi morti, ma ance nei nidi abbandonati dai Tessitori dei bufali.


 

3. Avicoltura:

Come il Nigrigenis anche il lilianae è un agapornis difficile da riprodurre. Troppe coppie danno uova infeconde e anche quando esse sono feconde le schiuse non sono mai abbondanti. In tre anni di possesso della prima coppia di lilianae, a fronte di una settantina di uova deposte, solo tre piccoli sono nati e di questi solo uno è vissuto per circa 6/7 mesi! Le  attuali coppie in mio possesso pur deponendo una gran quantità di uova non hanno dato a tutt'oggi alcun risultato in quanto, come sopra si diceva, molte risultano infeconde e quelle feconde non schiudono! E' questa la ragione per cui il suo prezzo è decisamente alto, se confrontato con quello degli altri agapornis   (fischeri e personatus).

Questa scarsità di nascite ha indotto molti allevatori ad ibridate il lilianae con il fischeri nella speranza di avere un ceppo più prolifico e più robusto. E' una pratica da condannare decisamente in quanto in questo modo si rovina la purezza della specie e si perdono le caratteristiche tipiche del lilianae che è e deve restare un uccello piccolo, un po' nervoso, con il codrione verde e con tutte le sue altre caratteristiche peculiari.

Se nascono, i giovani non presentano particolari problemi in fase di allevamento e di svezzamento e i genitori sono solerti e attenti nei confronti dei piccoli. I colori dei giovani sono simili a quelli dei genitori anche se ovviamente meno brillanti e un po' sbiaditi.

 

4. Notizie storiche

Il primo successo riproduttivo si ebbe a Londra nel 1926 presso l'allevatore Stokes, che per questo evento venne premiato con una medaglia dalla Avicultural Society, e quasi nello stesso periodo altri giovani nacquero in Francia presso la Signora Lecallier, che dai suoi 14 soggetti posti in voliere esterne ottenne ben 20 piccoli.  Tanto facile appariva la riproduzione di questi inseparabili che E F. H. Rudkin definì il Niassa come il più prolifico tra gli Agapornis e Luke ebbe a scrivere che la sua naturale fecondità  lo rendeva ottimo genitore adottivo per piccoli di specie più rare!

Malgrado ciò qualcosa non è andato per il verso giusto visto che oggi esso è uno degli Agapornis più rari in cattività e quindi tra più costosi.

Anche per questo inseparabile vale la pena insistere e cercare di riprodurlo in purezza. Compito non facile e sopratutto poco remunerativo, ma sicuramente ricco di soddisfazioni,. Invito pertanto quelli che sono in possesso di questo prezioso inseparabile a mettersi in contatto con il sottoscritto, così da avere l'opportunità di scambiarsi i dati e sopratutto i soggetti per evitare quanto più possibile la consanguineità stretta negli accoppiamenti.